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Arturo Lini si è avvicinato agli inizi degli anni ottanta alla poesia visiva, con uno sguardo attento ai valori della parola nell'accezione poetica, ma anche ai valori pittorici. Poeta, tende a chiudere in spazi minimali le sensazioni tattili e le ironie dell'esistenza. Il ciclo dei "Paesaggi con la R" unisce queste qualità: la lettera capitalis romana indica quasi un'eredità della cultura antica, mentre la griglia in cui è modulato il brandello di paesaggio viene delimitata con chiarezza, a definire un'orizzonte ancora chiuso. Il colore è steso per stratificazioni, con forte contrasto sul bianco e sulla griglia geometrica.
Laura Mare, catalogo della mostra Tra scrittura e immagine: segno, icona, linguaggi. Villa Gori, Stiava (LU), 1998



Poeta e pittore Arturo Lini è un artista impegnato in una ricerca formale fra le astrazioni che gli suggeriscono soluzioni diverse in cui certi caratteri di scrittura assumono valore di forme anch'esse. E talvolta i suggerimenti si amalgamano fra loro in composizioni ordinatissime o spesso si affacciano sulla tela in espressioni rastremate nel segno e nel colore, fino a identificarsi in materiche assonanze con entità sottratte alla geometria. Sono corrispondenze, assonanze appunto, che appaiono appena e vagamente identificabili sui supporti di gesso predisposti a suggerne il colore e il segno; a determinarne la fusione con i fondi sensibili a certe angolazioni della luce.

[...] Si rinchiudono così in quei fondi le allucinazioni che spingono un poeta a rovistare negli episodi emotivi fra i più capaci di offrirsi alla lettura attraverso parole o immagini: su due vie cioè che poi sono situazioni, in quanto provocate da salti improvvisi in quel caos o in quel buio nel quale vanno a cacciarsi le idee quando avvertono incombente il fenomeno sempre rinascente della creatività nell'arte. E Lini espande la sua indagine in entrambi i versanti, se così si può dire, in cui ravvisa un'unica condizione libera da codici estetici che altrimenti ne vincolerebbero la fantasia limitando le possibilità del suo immaginario: un mondo fantastico, cioè, assai ricco di situazioni possibili ma fragile per le tensioni che le sollecitano e ne regolano i ritmi.I muri del centro storico e anche quelli periferici, i bugnati corrosi dal tempo e resi evanescenti nella descrizione per via di labili informazioni di memoria: fatti e situazioni che tornano prepotentemente nei solchi della ricerca, frammenti di reperti archeologici dissepolti dall'avanzare dell'aratro che affonda il vomere nella terra, misteriosa memoria del tempo in cui fu madre feconda d'antiche culture. In un tale impasto di esperienze coscienti o inconsapevoli, l'anima di Lini esplora il sentiero più congeniale all'arte sua che si manifesta con rari pentimenti a mano a mano che quelle verità vengono alla luce, ricche di civiltà stratificate. Realtà e immaginario insieme che disserrano a lui, pittore, la porta del mondo incantato della poesia.
Tommaso Paloscia, catalogo alla mostra Culture Stratificate, Galleria Mentana, Firenze, 1994
Virginia
VIRGINIA
Collage e acrilici su tela
Cm.70x50, Anno 1990

Nuovo Giorno
NUOVO GIORNO
Acrilico su tela
Cm. 50x70, Anno 1986


PAESAGGIO CON R
Acrilico e matita su masonite
Cm. 70x60, Anno 1994

Alle finestre
ALLE FINESTRE
Collage e smalti su cartone
Cm. 60x54, Anno 1983
Moda
MODA
Acrilico e matita su tela
Cm.80x80, Anno 1991


PERIFERIE
Acrilico su tela
Cm. 80x60, Anno1988
Nero Privato
NERO PRIVATO
Acrilico su tavola
Cm.65x60, Anno 1992
La parole certe
LE PAROLE CERTE
Acrilico e matita su tela
Cm. 92x85, Anno 1992
Romeo Alfa
ROMEO ALFA
Mista su tavola
Cm.70x50, Anno 1990




     
     
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