FRANCESCO
PASCA
Il silenzio della parola
Carissimo, perdona la mia franchezza sull'argomento (un po' di autocritica
[non la tua naturalmente] non guasterebbe). In questo periodo la Singlossia
ne ha bisogno. Il resto è tutto indiscutibile e i protagonisti
rimangono dei seri professionisti. La lista è lunga e mi accompagna
sin dalla prima mostra della Singlossia che si è tenuta a Brescia
alla fine degli anni settanta.
Inseguo la Singlossia, cioè insegno Storia dell’Arte, da
quaranta anni. Gli ultimi venticinque (non è un numero a caso)
accompagnati da elaborazione, oggi “riflessione”. Mi servo,
sempre, del mio abbecedario, quello dei semplici, descritto azzurrino
nella scorza e smarrito, non da me, in un ripostiglio. In questo breve
tragitto mi sono imbattuto in Artisti, due a caso, Giotto e Simone Martini,
che seppero essere Singlossici, a loro insaputa nel termine, ma “sufficientemente”
consapevoli nei significati. Simone in particolare, accompagnò
la “Parola” dell’angelo con il silenzio irreale del
fondo oro, quello dello splendido dipinto su tavola dell’Annunciazione.
Quella “Parola-Suono”, sebbene pronunciata nel vuoto provocato
da quell’oro, fu molto simile a quella sottratta, poi, nella seconda
metà del XVII secolo, dalla macchina pneumatica di von Guericke
e, non ne impedì, contro ogni legge fisica, di raggiungere la sensibilità
della Vergine. Non credo, conoscendo da tempo i tuoi lavori, che non ti
sia accorto di questo e, di quant’altro, di contro, sia contenuto
nella Singlossia trita e ritrita degli ultimi venticinque anni. Parlarti
della mia Singlossia è tornare ad un rimando di un’altrettanta
testimonianza Verbo-Visiva, rivissuta nello stesso “silenzio”.
In questo momento è sempre la Storia dell’Arte, ripescata
dal mio (a)(b)be(c)e(d)ario, a ricordarmi il dipinto del David. La storia
di Roma monarchica, durante il regno di Tullio Ostilio, dove i tre fratelli
Orazi, romani, disputano un duello con i Quriazi, albani. Dunque, oggi,
questa fase della Singlossia è chiamata da me, guarda caso, “Operazione
Albalonga”. Risultato. Non prevede vittime ma solo opportunità.
Pertanto, ti ringrazio per l’attenzione. La “sindrome dei
Quriazi” è appena cominciata. Ti allego uno spunto, uno dei
tanti, singlossico dettato dal diacronico-idosemantico-fonosemantico la
cui storia è stata iniziata e mai percorsa. Almeno dagli addetti
ai lavori che dicono di averla iniziata confondendola con la Poesia Visiva,
quella degli anni '60 e '70. (mi prenderò molti rimproveri per
questa birbonata, ma a sessantadue anni me lo posso permettere. Rimarrò
comunque Poiesi[es]) :'(
Prendiamo ad esempio il leet. E' forma codificata caratterizzata dall'uso
di caratteri non alfabetici tradizionali al posto delle normali lettere.
Ha origine da "élite" ed il linguaggio è basato
sulle scelte per semplice somiglianza o per piccoli cambi fonetici. E’
vero non dico niente di nuovo, ma almeno cerco di svecchiare chi crede
di fare la Singlossia pensando al 1980. Poi, ho ancora da dire che sto
provando a fare della Singlossia narrata. Ma questa è un’altra
cosa. Sono sicuro che quanto prima il copia incolla farà molta
strada. Così come, usare nuove alfabetizzazioni o grafemi…
non è fare Singlossia, ma come per ogni altro linguaggio…non
rimane che la "scelta" del suo utilizzo.
Per quanto mi riguarda, Umberto Eco e Rossana Apicella, già nei
lontani anni ’80 ne avevano individuato i modi di utilizzo per un
linguaggio di questo tipo; basta “sfogliare” i testi che in
quel periodo furono scritti e che tuttora altri sono scritti da U. Eco
sulla numerologia, per confermare l’ulteriore eredità di
quella Singlossia.
Scrivere X al posto di Per ed allo stesso modo scrivere Per a posto della
X . Resta famosa la scrittura di "Nino Bixio" in "Nino
Bperio".
D'altronde, io mi sono servito della Parola Alber(t)o per confondere-fondere
sia graficamente sia foneticamente il significato di Nome e di Albero.
Così come aver individuato l’opportunità dell’utilizzo
della numerologia per ottenere della Singlossia utilizzando 25 numeri
ed altrettante lettere. Non ultimo il link temporale della parola Massacro,
individuando [((mas[s)a)cro]] e facendolo corrispondere in maniera Singlossica
(è sufficiente linkare, se ne creiamo un percorso ipertestuale,
per ottenere il risultato desiderato). La singlossia si può fare
anche con la musica e con la conversazione, con il teatro e con il cinema.
La critica d'arte Carmen De Stasio ha dato dimostrazione di come la singlossia
si può ottenere con la semplice associazione di un testo parlato
a quello di uno spartito musicale:
Per tornare al leet: L’alfabeto utilizzato è il seguente:
A: 4, /\, @, /-\, ^, ä, ª, aye, ?, Fl, O
B: 8, 6, 13, |3, ß, P>, |:, !3, (3, /3,)3
C: [, ¢, <, (, ©
D: |), o|, [), I>, |>, ?, T)
E: 3, &, £, ë, [-, €, ê, |=-
F: 4, |=, ƒ, |#, i=, ph, /=
G: 6, &, (_+, 9, C-, gee, (?,
H: 4, #, /-/, [-], ]-[, )-(, (-), :-:, |~| {=}, <~>, |-|, ]~[, }{,
]-[, ?, }-{
I: 1, !, |, &, eye, 3y3, ï, ][, []
J: _|, ;, _/, </, (/
K: X, |<, |{, ]{, }<, |(
L: 1, £, 7, 1_, |, |_, #, l, i, \_
M: M, m, //., |v|, [V], {V}, |\/|, /\/\, (u), []V[], (V), (\/), /|\, ?,
?, ?, /V\
N: //, ^/, |\|, |/|, /\/, [\], , <\>, {\}, []\[], ?, n, /V, ?
O: 0, (), ?p, [], *, ö
P: |^, |*, |o, |º, |^(o), |>, |", 9, []D, |°, |7
Q: [,], (_,), ()_, 0_, <|
R: |2, P\, |?, /2,|^, lz, ®, [z, 12, ?, 2
S: 5, 2, $, z, §, ehs, es
T: 7, +, -|-, 1, '][', †
U: (_), |_|,|.|, v, ü Ü
V: \/, \_/, \./
W: \/\/, vv, '//, \^/, (n), \V/, \//, \X/, \|/, \_|_/, \_:_/, \x/, I_l_I,
?
X: ><, ?, }{, )(
Y: '-/, j, `/, \|, Ý, ÿ, ý, Y, y, Ÿ, ?, ?, ?,
f, ?, ?, ?, ?, ? ,?, -), ?
Z: 2, ~\_, ~/_,7_ %
Questo alfabeto è quanto di più spontaneo e corrispondente
sia nel campo del cosiddetto “rispecchiamento” e, naturalmente,
ha anche delle regole grammaticali.
La chat è il linguaggio singlossico semplice per eccellenza dove
il leet o il gergo può essere utilizzato per velocizzare il messaggio
o renderlo elitario. Ne sono esempi:
1 rUL3 7h1z w0rLd (I rule this world, ovvero Io domino questo mondo o
Qui comando io)
c1a0 (ciao) oppure " Il tsto è mlto in3snte ma mnca la psblità
di compltare..." per assonanza.
A questo si aggiunge:
Le emoticon (chiamate anche smilies, come :-) ; in italiano si usa il
termine "faccine")
°-° normale, è anche usata come emoticon universale
:-) oppure :) sorriso o tono scherzoso/amichevole
:-( oppure :(, è broncio, tristezza
:'( piangere
:-S :-| imbarazzo, o disagio infastidito, o stupore
:-D riso
;-) ammiccante o occhiolino
:-))) forte sorriso o tono molto amichevole
X°D oppure xD o XD risata oppure sfacciataggine
:-p linguaccia o "oops"
:-O oppure :O stupore ("a bocca aperta")
:-S confuso, imbarazzato
:| di stucco di una parola senza senso (anche con la L minuscola si può
fare)
8-) stupore partecipato
=_= noia, ma anche bramosia
^_^ sorriso
-_- oppure -.- o anche -o- noia o sarcasmo
.-. oppure ._. o anche :| sconvolgimento
e O_O oppure O.O, stupore, shock
o_O oppure O_o oppure o.O oppure O.o, confusione, diffidenza
ç_ç o :'( o T_T o Y_Y pianto
'>_<,è.é fastidio, seccatura
XQ_ cupidigia
U_U,u.u superiorità
<_< sguardo stranito (ma anche >_>)
*_* o ** o *___* commozione o ammirazione
:* o anche :-* o anche :-x bacio
\o/ ballare
@_@ confusione
§_§ stordimento
x_x oppure ò_ò, nervosismo
-.-" oppure -_-oppure -_-" non sorpresa
:Q___ oppure =Q___ oppure *ç* oppure *Q* sbavare
=3 oppure :-3 oppure x3 tenerezza
^^ contentezza
:-@ arrabbiato
@>-- rosa
ù_ù Sentire di aver ragione
?_? Confusione
OwO Grande sorpresa
°° Stupore (in positivo ma per lo più in negativo)
*w* Meraviglia / Stupore, sempre in senso positivo.
T.T Pianto a dirotto
#_# Morto
^_^.I. Ghigno
@:-) Pensiero Stupendo
Dimenticavo di aggiungere: Essere ironici è indispensabile per
ottenere della Singlossia e presuppone che l’ironia sia compresa,
altrimenti si rischia la Permalosità.
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SIMONE MARTINI
"Annunciazione", (part.) Tempera e oro su tavola
cm. 184x210, anno 1333 |